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FILTRI A CARBONE ATTIVO

per applicazioni Industriali

FILTRI A CARBONE ATTIVO

I filtri a carbone attivo Aeris sono progettati per la depurazione dell’aria contaminata da composti organici volatili (COV), solventi e sostanze odorigene, spesso prodotte durante lavorazioni industriali con macchine utensili o altri processi produttivi specifici.

Questi sistemi assicurano un’efficace rimozione degli inquinanti grazie all’utilizzo di carbone attivo di alta qualità, migliorando la purificazione dell’aria in ambienti lavorativi e garantendo la conformità alle normative ambientali.
I filtri a carboni attivi industriali sono realizzati considerando specificamente le esigenze operative del cliente, assicurando una soluzione affidabile ed efficiente per il trattamento delle emissioni industriali e la tutela della salute dei lavoratori e dell’ambiente

FUNZIONAMENTO DEI FILTRI A CARBONI ATTIVI INDUSTRIALI

L’aria contaminata entra nei filtri a carboni attivi industriali attraversando inizialmente due stadi preliminari costituiti da filtri metallici e filtri in tessuto, che catturano particelle solide grossolane, preservando così il carbone attivo. Successivamente, il flusso d’aria passa dall’esterno verso l’interno delle cartucce contenenti i carboni attivi, dove, grazie a velocità e tempi di contatto ottimizzati, i COV e i solventi vengono efficacemente assorbiti. L’aria depurata viene poi espulsa garantendo una purificazione ottimale.
A differenza della filtrazione meccanica (usata nei filtri a tasca o filtri a cartuccia), il processo è chimico-fisico, e risulta particolarmente efficace nel trattamento di:

VANTAGGI PRINCIPALI DEEL FILTRO A CARBONI ATTIVI

  • Elevata efficienza di assorbimento: garantisce la rimozione ottimale di COV e solventi;
  • Costruzione robusta e durevole: struttura realizzata con profilati in alluminio e pannelli autoportanti in lamiera resistente;
  • Facilità di manutenzione: porte di accesso progettate per facilitare la pulizia e sostituzione dei filtri;
  • Sistema di sostituzione agevolato: tramoggia e serrande per semplificare la rimozione del carbone esausto e il caricamento del nuovo carbone;
  • Conformità ambientale: aiuta le aziende a rispettare le rigorose normative sulle emissioni.

TIPOLOGIE DI FILTRI A CARBONE ATTIVO PER USO INDUSTRIALE

Esistono diverse configurazioni in base al tipo di impianto e alle esigenze di trattamento:

Filtri a pannello con carbone attivo

Utilizzati in sistemi di ventilazione o come stadio aggiuntivo in impianti HVAC. Compatti e facili da sostituire, ideali per la filtrazione di odori e COV in spazi ridotti.

Filtri a cartucce con carbone attivo

Simili ai filtri a cartuccia per polveri, ma contenenti granuli di carbone attivo. Offrono un’elevata capacità adsorbente e sono adatti per impianti industriali di medie e grandi dimensioni.

Filtri a letto profondo

Composti da un contenitore riempito di carbone attivo granulare, permettono un tempo di contatto prolungato tra aria e carbone, aumentando l’efficienza di adsorbimento. Sono ideali per Impianti chimici e farmaceutici, Trattamento aria in laboratori, Industrie di verniciatura e trattamento superficiale.

Filtri combinati (polveri + gas)

Integrano stadi di pre-filtrazione (es. filtri a cartuccia o a tasca) con un successivo stadio a carbone attivo, garantendo la rimozione combinata di particolato e contaminanti gassosi.

I NOSTRI LAVORI

Aeris rappresenta un partner ideale per tutte le aziende che cercano efficienza, qualità, sicurezza e innovazione.

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FILTRI A CARTUCCE ...

APPLICAZIONI E SETTORI D'IMPIEGO:

Questi filtri trovano utilizzo in molteplici settori quali:

FAQ

Come funziona il processo di filtrazione nei filtri a carbone attivo e cosa significa "adsorbimento"?

Il carbone attivo rimuove gli inquinanti gassosi attraverso un fenomeno chimico-fisico chiamato adsorbimento (da non confondere con l’assorbimento). Il carbone utilizzato possiede una porosità interna elevatissima, che gli conferisce una superficie specifica enorme (fino a oltre 1000 metri quadrati per singolo grammo di prodotto). Quando il flusso d’aria contaminato attraversa il letto di carbone, le molecole degli inquinanti gassosi e degli odori vengono intrappolate e trattenute per attrazione molecolare all’interno di questi micro-pori, permettendo all’aria depurata di uscire pulita dall’impianto.

I filtri a carbone attivo sono la soluzione standard per l’abbattimento di Composti Organici Volatili (COV), solventi, esalazioni chimiche, gas acidi e odori sgradevoli. Trovano applicazione ideale nei processi di verniciatura, nella stampa industriale, nella produzione di vetroresina e materie plastiche, nelle industrie chimico-farmaceutiche, nelle stazioni di stoccaggio e trattamento rifiuti, e nei laboratori. Non sono invece idonei per trattenere polveri o particolato solido, che ostruirebbero i pori del carbone neutralizzandone l’efficacia in pochissimo tempo.

La vita utile del carbone attivo non è fissa, ma dipende da tre fattori principali: la portata d’aria dell’impianto, la concentrazione di inquinante presente nel flusso e le ore di funzionamento giornaliere. Il carbone ha una capacità di saturazione massima (in genere riesce a trattenere inquinanti per circa il 15-20% del suo stesso peso). Quando tutti i micro-pori sono occupati, il carbone si definisce “saturo” e deve essere sostituito o rigenerato. In applicazioni industriali standard ben dimensionate, la sostituzione avviene solitamente con cadenza annuale o semestrale.

Per garantire le massime prestazioni e proteggere il letto di carbone da un esaurimento precoce o da danni strutturali, il flusso d’aria deve essere adeguatamente pre-trattato. È fondamentale installare un sistema di pre-filtrazione meccanica (filtri a tasche o a celle) immediatamente a monte, con lo scopo di bloccare qualsiasi traccia di polvere o particolato solido. Inoltre, è necessario monitorare e controllare la temperatura e l’umidità relativa del flusso d’aria: temperature superiori ai 50°C o tassi di umidità troppo elevati riducono drasticamente la capacità di adsorbimento del carbone.

Il segnale più evidente e immediato della saturazione del carbone attivo è la ricomparsa dell’odore tipico dell’inquinante al camino di scarico o la rilevazione, tramite analisi delle emissioni, di concentrazioni di COV superiori ai limiti consentiti dalla legge. A differenza dei filtri a tessuto (dove l’intasamento provoca un aumento della pressione differenziale), la saturazione del carbone non comporta variazioni significative nelle perdite di carico dell’impianto. Per questo motivo, la manutenzione si basa sul monitoraggio olfattivo, su analisi chimiche periodiche dello scarico o su scadenze temporali programmate in base ai consumi stimati in fase di progetto.

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